venerdì, 13 luglio 2007

io ti spiego che non si può esistere

(da quando le formiche hanno lasciato il balcone
gli oggetti hanno ripreso a sparire, lentamente, davanti ai nostri occhi.
prima l'oggettobocca, senza il quale abbiamo avuto la più nuova fame
poi l'oggettopiede, da scartare tutte le strade intraprese per solo progetto.
allora io ti spiego che non si può esistere.
che il fatto di esistersi, in un modo o nell'altro, consuma ciò che costruisce.)

postato da: strepitio-di-vetri alle ore 09:31 | link | commenti (3)
categorie: conseguenze dei fantasmi
lunedì, 02 aprile 2007

Sette note atroci a ritroso, dicono possa abrogare certe apocalissi, e si portò avanti la Colonia, la Colonia instabile.

1


-E quali linee percorrere sempre, per non finire basse, deformi, infine schiantate?
-Mi muovo talvolta sotto nomi diversi, nomi che hanno i bambini che nessuno picchia mai. Ogni giorno mi guarderanno negli occhi senza sapere che quando a casa qualcosa va storto digrigno i denti schiumo e bestemmio.

2


Varianti all'urlo: a)Giochi di prestigio senza voce. b)Recite per sole formiche e steli. c)davanti allo specchio bamboline vezzose o pescecani. d) Varianti minori (le mani dentro; il cuore fuori sovra, molto esposto. accennare al limite un tonfo di rammarico, un passetto di corsa per scongiurare ogni asciutta disperazione)

3


Il mio silenzio/assenso un morso di topo sulla guancia. Se infetto non lo curo perchè ho vergogna. Infine, da copione: rassicurare sull'assenza della mia peraltro evidente. E se investita di piena lucida rabbia mi armassi di nuovi denti, e via a intaccare e rodere ogni, e se poi gli occhi mi crescessero a dismisura a inglobare ogni, se fossi mostro come quello che talvolta, nelle giornate buie e inevitabili è?

4


(di seguito riportiamo senza riserbo:)
Resta solo un ricordo fetente, abbagliato, dello stare al mondo in quei pomeriggi sospesi, la stanza fredda in penombra, i vestiti arrotolati come un furto.
(nessun movimento: nell'ombra la mano si congestionava sul suo collo)
(e: senza fiatare)

5


(ripetere, ringhiare)E se investita di piena lucida rabbia mi armassi di nuovi denti, e via a intaccare e rodere ogni ***, e se poi gli occhi mi crescessero a dismisura a inglobare ogni ***, se fossi mostro come quello che talvolta, nelle giornate buie e inevitabili è?

6


L'angolo retto di tanta perfidia merdosa, vasta e pulsante +
perchè altrimenti dovrei pensare che ti sei rincretinita, o qualcosa. =
_____________________________________________________

ecco infine a parole il fiore tardivo della mia rabbia.

7


mi dico smetti, smetti di respirare, questo cielo è vuoto, restano solo le stringhe scure dei binari sui quali scivola sempre più via la mia piccola me. Non ci resta che chiuderci dentro le nostre proprie mani e cercare una volta più soffitto, contro la quale si possano infrangere i nostri Sbagliato.



giovedì, 29 marzo 2007

progetto di dissoluzione, e poi m'inventerò un delitto più diletto

(siamo smarriti un'altra volta
nel mondo, ognuno come può: e come merita)
E. Sanguineti



Allora l'uomo la prese tra le sue braccia, e vide che erano abbastanza lunghe da tenerla anche da lontano. Dovrò rimettermi in forza per portarti via, e tu dovrai farti piccola per aiutarmi. E lei si ebbe ventenne, forse qualcosa di più - distesa nella vasca larga gli rispose sì le tua braccia arrivano, sono qui, e il sostegno ma dalla vasca larga e profonda vedeva solo che qua dentro dovrei morire il giorno che morirò, come addormentarmi sbronza, come lusingare più da vicino le piastrelle appannate, e scomparire, scivolare, forse prima, forse subito.Lontano sfilavano giornate a grappoli; ogni silenziosa ora di lei era un chicco agli occhi spinoso e crudele.
Quando l'uomo recuperò le forze necessarie a sollevarla, tutte le immagini gli si spezzarono fra le parole. Tastò la vasca e la trovò vuota, asciutta, via il tappo e quant'altro. Rimaneva, come impolverata, solo la luce del giorno.

postato da: strepitio-di-vetri alle ore 15:59 | link | commenti (3)
categorie: conseguenze dei fantasmi
martedì, 13 marzo 2007

Le conseguenze dei fantasmi

Quando Anna solleva il capo dal lavandino e chiude il rubinetto, sente raspare dietro la porta del bagno. Apre veloce, curiosa, d'istinto, senza pensarci. Una donna bassa, di età indefinibile, con lunghi capelli scuri e unti che le ricadono a cortina sul volto, le fissa la pancia. Quindi si avvicina e le poggia l'indice della mano destro sul ventre, in corrispondenza dell'ombelico.
"Scusa" piano, quasi sottovoce. "Hai visto mia madre?"

postato da: strepitio-di-vetri alle ore 16:33 | link | commenti (8)
categorie: conseguenze dei fantasmi

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